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Chi siamo

 

 

La nostra Associazione (A.R.C. I Nostri Figli) è nata nel 1995 per volontà di alcuni genitori che hanno abbracciato l'idea, questa è la nostra mission, di divulgare in ogni modo (scritti, conferenze, corsi, interviste...) la metodica semplice ed efficace per la prevenzione e soprattutto per la riabilitazione dei danni dello sviluppo neuropsicomotorio del bambino. La diagnosi deve essere precocissima e evidenziare anche solo il sospetto di possibile danno di sviluppo per il bambino. La terapia neuropsicomotoria deve essere adeguata e quindi capace di determinare nel bimbo l'apprendimento di schemi e percorsi neuropsicomotori normali, fisiologici in modo automatico, senza necessità di collaborazione attiva e mirata. Da Organizzazione di Volontariato, dal 1012 siamo passati ad essere ONLUS ufficialmente riconosciuta. Ci sembrava molto difficile inizialmente poter arrivare ad individuare i bambini bisognosi di cure nei primi tre mesi di vita, ma dopo vari anni di lavoro per formare e informare, abbiamo assistito ad un aumento significativo del numero di bambini piccoli e molto piccoli che sono entrati in trattamento nel nostro Centro.

Il programma riabilitativo da noi proposto viene applicato dai genitori adeguatamente preparati in ambito famigliare e i miglioramenti sono più evidenti, a parità di condizioni, quando i famigliari si impegnano seriamente col proprio figlio. Naturalmente i migliori risultati si sono ottenuti soprattutto nella fascia di età compresa tra gli 0 – 3 mesi. Una ricerca statistica fatta a riguardo della nostra attività riabilitativa da prof. Guerriero dell’Università di Verona conferma questo dato.

 

Un interessante lavoro di  Yacovlev e Lecours negli anni ‘60 analizza  i “tempi” di maturazione del cervello e il loro valore “quantitativo” alle varie età della vita in base al completarsi della mielinizzazione (processo che può dare l’idea della maturazione del sistema nervoso centrale, … e a noi qualche spunto di riflessione), indica con chiarezza l'importanza del primo anno di vita per il bambino e soprattutto dei primi tre o quattro mesi di vita.

 

La premessa per raggiungere risultati significativi rimane una diagnosi precoce efficace, adeguata, che sia in grado di mettere in evidenza anche solo il “sospetto” del possibile futuro sviluppo neuropsicomotorio patologico. E’ indispensabile quindi attivare contatti con pediatri, ginecologi ed ostetrici, per poter individuare precocemente i casi di sospetto. I risultati dipendono dalla precocità dell’intervento con un efficace programma terapeutico. Quindi da una diagnosi di "sospetto di futuro sviluppo patologico" ad una "terapia efficace di prevenzione dei danni dello sviluppo". Purtroppo ancor oggi la maggior parte dei bambini arriva al trattamento quando la situazione patologica è già stabilizzata e quindi difficilmente modificabile. Non c'è sufficiente cultura di prevenzione in questo campo nè sufficiente preparazione degli specialisti.

A nostro avviso, il prevenire i disturbi dello sviluppo del bambino da qualsiasi causa essi siano generati significa evidenziarne precocissimamente i segni ed iniziare tempestivamente un programma di educazione-riabilitazione adeguata ed efficace.

Infatti il massimo sviluppo del cervello, a parte il periodo in gravidanza, avviene nel primo anno di vita ed in particolar modo nei primi sei mesi.

Il metodo di riabilitazione-educazione che noi proponiamo può essere così definito:

terapia neuropsicomotoria su base neuropsicoevolutiva, evocante schemi congeniti o innati di carattere neuropsicomotorio mediante stimoli adatti in posture adeguate, per un tempo sufficiente, individuato in almeno 4 sedute al giorno per 20 minuti per seduta.

Il metodo diagnostico da noi proposto si può così definire: osservazione delle capacità, competenze e abilità del bambino in posizione prona e supina, stimolazione delle competenze di reazione posturo-funzionale, valutazione della reflessologia primaria e fondamentale, valutazione del tono muscolare e delle abilità attentive. Tutto questo ci permette di determinare con un minimo margine di errore l'età neurofunzionale del bambino, che dovrà corrispondere all’età anagrafica. Sarà dunque necessario conoscere bene “la storia evolutiva delle funzioni principali del bambino alle varie età di sviluppo, ma principalmente dei primi tre-sei mesi di vita. Una differenza significativa tra le due età (età neurofunzionale un mese inferiore all’età anagrafica nel primo trimestre) indica il sospetto di uno sviluppo non fisiologico. Facciamo notare che il valore temporale dei primi sei mesi di vita non devono essere considerati secondo i parametri “solari”, ma secondo i parametri “di sviluppo”: hanno un valore molto più impegnativo (ogni mese dei primi sei mesi di vita potrebbe corrispondere, e alcuni dati scientifici lo confermano, almeno ad un intero anno del tempo “solare” !!! I secondi mesi di vita, ciascuno ad almeno 6 mesi del tempo solare:  primo anno di vita =/… 9 anni!!!).

Un neonato nei primi sei mesi aumenta la circonferenza del cranio 1 cm al mese e nei secondi sei mesi di ½ cm al mese. In un anno quindi la circonferenza aumenta di circa 9 cm !!!

Se continuasse con il ritmo dei primi sei mesi …  in 10 anni avremmo una circonferenza cranica di 120 cm e in 40 anni avremo una circonferenza di almeno 4 metri e mezzo … !!!

Da tutte queste considerazioni si intuisce come i primi mesi siano veramente “speciali” per il bambino.

 

In conclusione:

A.  La diagnosi precoce per i problemi dello sviluppo, riteniamo indispensabile debba essere impostata su due capisaldi:
. La perfetta conoscenza delle caratteristiche fondamentali dello sviluppo del bambino normale (non deve essere data per scontata!) e la perfetta conoscenza delle modalità di sviluppo dei bambini con problemi (non è sempre così facile!).
. Prendere in considerazione  subito, e con  attenzione del tutto particolare, “le categorie di parto cosi dette a rischio per un futuro sviluppo patologico”, siano esse di natura ereditaria, quindi note, o casuale-traumatico-lesionale.

 

Ci sono particolari condizioni alla nascita e nella storia anamnestica pre- e post-natale del bambino che già di per se fanno sospettare il rischio di un futuro sviluppo anormale

  1. - parti dismaturi
  2. - parti gemellari
  3. - parti distocici (forcipe – ventosa - taglio cesareo)
  4. - parti prematuri
  5. - parti da madri diabetiche
  6. - parti da madri con gestosi
  7. - indice di Apgar < 3 al 1° min  <7 a 5° min
  8. - crisi convulsive neonatale
  9. - iperbilirubinemia a rischio – ittero neonatale   grave
  10. - crisi ipoglicemiche ed ipocalcemiche con segni neurologici           
  11. - neonati con infezione in atto
  12. - parti con liquido amniotico molto tinto o melmoso

 

RITENIAMO ESTREMAMENTE NECESSARIO che siano valutati con molta attenzione e professionalità bambini che fanno parte di una o più di queste categorie A RISCHIO sopra elencate …

Infatti la stragrande maggioranza, per non dire la quasi totalità, dei “bambini con problemi” esistenti sul territorio (che non siano di origine ereditaria, genetica o cromosomica), hanno nella loro storia uno o più di questi dati o segni.

 

Il bambino sospetto (tanto più se è a rischio)  è riconoscibile anche dal genitore:

  1. Difficoltà nella suzione
  2. tensione e pianto durante il cambio del pannolino e durante il bagnetto
  3. strabismo accentuato e progressivo
  4. scarsa attenzione agli stimoli affettivi (non orienta lo sguardo, non guarda) e scarsa iniziativa psicomotoria (bambino mangia e dorme)
  5. tiene sempre il capo da un lato
  6. rigidità agli arti
  7. crisi epilettiche, convulsioni
  8. dorme poco e male ed è fastidioso, irritato, irritabile
  9. tosse, rigurgiti e vomito frequenti e non motivati

... non è un bambino “sereno”, lo si gestisce male!!

 

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