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Chi siamo
Da più di trent’anni ci occupiamo della prevenzione e riabilitazione dei danni dello sviluppo neuropsicomotorio del neonato a rischio, del bambino e dell’adulto, con un programma sanitario globale che parte dalla diagnosi precoce e continua, con un percorso riabilitativo personalizzato su neonati a rischio sintomatico di ritardo e su bambini e adulti con gravi patologie per esiti di lesioni cerebrali. Dopo tanti anni di lavoro qualche risultato significativo è stato ottenuto. Nel corso del 2010 ad esempio si è assistito ad un aumento significativo del numero di bambini piccoli e molto piccoli che sono entrati in trattamento nel nostro Centro, come si evidenzia dalla tabella sotto indicata
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Anno |
Nr 1° visite bambini entro il 3 mese |
Nr 1° visite bambini dal 4° al 12°mese |
Nr. Prime visite bambini oltre l’anno |
Totale prime visite |
Bambini in cura |
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2006 |
13 |
49 |
29 |
91 |
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2007 |
32 |
35 |
73 |
140 |
113 |
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2008 |
29 |
35 |
63 |
127 |
92 |
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2009 |
25 |
26 |
51 |
102 |
75 |
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2010 |
123 |
64 |
57 |
244 |
155 |
I migliori risultati a seguito del nostro intervento si sono ottenuti soprattutto nella fascia di età compresa tra gli 0 – 3 mesi. Una ricerca statistica fatta a riguardo della nostra attività riabilitativa da prof. Guerriero dell’Università di Verona conferma questo dato.
Un interessante lavoro di Yacolev e Lecours negli anni ‘60 analizza i “tempi” di maturazione del cervello e il loro valore “quantitativo” alle varie età della vita in base al completarsi della mielinizzazione (processo che può dare l’idea della maturazione del sistema nervoso centrale, … e a noi qualche spunto di riflessione), indica con chiarezza l'importanza del primo anno di vita per il bambino e soprattutto dei primi tre o quattro mesi di vita.
La premessa per raggiungere risultati significativi rimane una diagnosi precoce che metta in evidenza anche il “sospetto” di un futuro sviluppo psicomotorio patologico. E’ indispensabile quindi attivare contatti con pediatri, ginecologi ed ostetrici, per poter individuare precocemente i casi di sospetto. I risultati dipendono dalla precocità dell’intervento e dalla messa in atto di un tempestivo, efficace e costante programma terapeutico.
A nostro avviso, il prevenire i disturbi dello sviluppo del bambino da qualsiasi causa essi siano generati significa evidenziarne precocissimamente i segni ed iniziare tempestivamente un programma di educazione-riabilitazione adeguata ed efficace.
Infatti il massimo sviluppo del cervello, a parte il periodo in gravidanza, avviene nel primo anno di vita ed in particolar modo nei primi sei mesi.
Il metodo di riabilitazione-educazione che noi proponiamo può essere così definito:
terapia neuropsicomotoria su base neuropsicoevolutiva, evocante schemi congeniti o innati di carattere neuropsicomotorio mediante stimoli adatti in posture adeguate, per un tempo sufficiente, individuato in almeno 4 sedute al giorno per 20 minuti per seduta.
Il metodo diagnostico si può così definire:l’osservazione delle capacità, competenze e abilità del bambino in posizione prona e supina ci permette di determinare con un minimo margine di errore la sua età neurofunzionale, che dovrà corrispondere all’età anagrafica. Sarà dunque necessario conoscere bene “la storia evolutiva delle funzioni principali del bambino alle varie età di sviluppo, ma principalmente dei primi sei mesi di vita. Una differenza significativa tra le due età indica il sospetto di uno sviluppo non fisiologico qualora l’età neurofunzionale fosse inferiore all’età anagrafica di più di 15 giorni nel primo trimestre e di un mese nel secondo trimestre.
Facciamo notare che il valore temporale dei primi sei mesi di vita non devono essere considerati secondo i parametri “solari”, ma secondo i parametri “di sviluppo”: hanno un valore molto più impegnativo (ogni mese dei primi sei mesi di vita potrebbe corrispondere, e alcuni dati scientifici lo confermano, almeno ad un intero anno del tempo “solare” !!! I secondi mesi di vita, ciascuno ad almeno 6 mesi del tempo solare: primo anno di vita =/… 9 anni!!!).
Un neonato nei primi sei mesi aumenta la circonferenza del cranio 1 cm al mese e nei secondi sei mesi di ½ cm al mese. In un anno quindi la circonferenza aumenta di circa 9 cm !!!
Se continuasse con il ritmo dei primi sei mesi … in 10 anni avremmo una circonferenza cranica di 120 cm e in 40 anni avremo una circonferenza di almeno 4 metri e mezzo … !!!
Da queste considerazioni si intuisce come i primi mesi siano veramente “speciali” per il bambino.
In conclusione:
A. La diagnosi precoce per i problemi dello sviluppo, riteniamo indispensabile debba essere impostata su due capisaldi:
1°. La perfetta conoscenza delle caratteristiche fondamentali dello sviluppo del bambino normale (non deve essere data per scontata!) e la perfetta conoscenza delle modalità di sviluppo dei bambini con problemi (non è sempre così facile!).
2°. Prendere in considerazione subito, e con attenzione del tutto particolare, “le categorie di parto cosi dette a rischio per un futuro sviluppo patologico”, siano esse di natura ereditaria, quindi note, o casuale-traumatico-lesionale.
Ci sono particolari condizioni alla nascita e nella storia anamnestica pre- e post-natale del bambino che già di per se fanno sospettare il rischio di un futuro sviluppo anormale
- - parti dismaturi
- - parti gemellari
- - parti distocici (forcipe – ventosa - taglio cesareo)
- - crisi convulsive neonatale
- - indice di Apgar < 3 al 1° min <7 a 5° min
- - parti da madri diabetiche
- - parti da madri con gestosi
- - iperbilirubinemia a rischio – ittero neonatale grave
- - crisi ipoglicemiche ed ipocalcemiche con segni neurologici
- - parti prematuri
- - parti con liquido amniotico molto tinto o melmoso
- - neonati con infezione in atto
RITENIAMO ESTREMAMENTE NECESSARIO che siano valutati con molta attenzione e professionalità bambini che fanno parte di una o più di queste categorie A RISCHIO sopra elencate …
Infatti la stragrande maggioranza, per non dire la quasi totalità, dei “bambini con problemi” esistenti sul territorio (che non siano di origine ereditaria, genetica o cromosomica), hanno nella loro storia uno o più di questi dati o segni.
Il bambino sospetto (tanto più se è a rischio) è riconoscibile anche dal genitore:
- Difficoltà nella suzione
- tensione e pianto durante il cambio del pannolino e durante il bagnetto
- strabismo accentuato e progressivo
- scarsa attenzione agli stimoli affettivi (non orienta lo sguardo, non guarda) e scarsa iniziativa psicomotoria (bambino mangia e dorme)
- tiene sempre il capo da un lato
- rigidità agli arti
- crisi epilettiche, convulsioni
- dorme poco e male ed è fastidioso, irritato, irritabile
- tosse, rigurgiti e vomito frequenti e non motivati
... non è un bambino “sereno”, lo si gestisce male!!
