LO
SVILUPPO DEL BAMBINO
Mi
sembra ora opportuno soffermarmi ad illustrare in modo sintetico, un po’
schematico, in una breve carrellata, le tappe nello sviluppo del bambino. Tale
divagazione ha due particolari significati nell’intero complesso della
presente pubblicazione, che verranno in seguito approfonditi:
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È fondamentale che i genitori non pretendano di anticipare i
tempi, lasciando che il figlio si sviluppi secondo il regolare percorso di
crescita, rispettando le varie tappe, non pretendendo che faccia cose più in
avanti della sua età, permettendo alla natura uno sviluppo costante e regolare.
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È però altrettanto importante accorgersi di eventuali
ritardi nelle tappe di crescita, poiché potrebbero far nascere il sospetto di
problemi allo sviluppo. Nel caso si noti che il proprio figlio ha un evidente
ritardo rispetto alle naturali tappe di crescita è bene ricorrere ad opportune
precauzioni.
Dividiamo
lo sviluppo in alcuni sottocampi.
CONTATTO
CON L’AMBIENTE ESTERNO
Già
al primo mese di vita il bambino comincia a percepire mediante l’udito, la
vista ed il tatto.
Tra il 1° ed il 3° mese si ha un vero e proprio contatto con l’ambiente
esterno mediante il sorriso (che attualmente compare entro il 2° mese) e la
vocalizzazione indifferenziata.
Al 4° mese il sorriso del bimbo inizia ad acquisire una certa espressività,
mentre la capacità di vocalizzazione diventa un po’ più modulata.
Al 5° mese il piccolo riconosce i volti familiari e presenta una risposta
attiva nei confronti dell’ambiente che lo circonda.
All’8° mese si ha una mimica ricca ed il bambino mostra angoscia
nell’approccio con persone che non conosce. Si può notare nel contempo un
inizio del gioco.
A 11 mesi e mezzo si ha l’articolazione di suoni concreti per indicare un
oggetto.
A 12 mesi è l’ora delle prime parole.
SOCIALIZZAZIONE
Il
contatto con l’ambiente esterno si evidenzia in particolare con la
socializzazione, ossia il rapporto con le altre persone. Sotto l’aspetto
pedagogico è bene evidenziare in questo senso che il rapporto interpersonale è
alla base della crescita umana. Tale significativa convinzione è evidenziata
dallo studioso Martin Buber che afferma: “All’inizio è la relazione …
l’uomo si fa Io nel Tu”[1].
All’inizio è la relazione, tutto lo sviluppo personale è contrassegnato
dall’aspirazione verso il Tu e soltanto essa dà consistenza
all’Io e ne promuove la crescita. La persona diventa tale nella misura
in cui si apre all’alterità. Questa sottolineatura evidenzia l’importanza
del rapporto, di un atteggiamento di dialogo del genitore verso il Tu bambino
che man mano cresce e diventa persona, scoprendo la piena consapevolezza di sé
stesso come individuo, persona, realtà psicofisica distinta dalle altre
individualità.[2]
Presento ora alcuni elementi, alcuni segnali, gesti di socializzazione scanditi
per tappe di età.
Già entro la 4^ settimana il bambino preferisce volgersi verso il volto umano.
A 1 mese compaiono movimenti del corpo in risposta a stimoli vocali di chi gli
sta accanto.
La regola generale dice che a 2 mesi sorride a chi gli è vicino, ascolta la
voce ed emette gorgheggi. Ultimamente sono stati notati presso il nostro centro
bambini che già a 1 mese e mezzo sorridono significativamente. Questo sta ad
indicare l’evoluzione e la continua verifica che deve essere tenuta presente
da chi studia la crescita del bambino, con un occhio sempre vigile al contesto
sociale che diviene via via più stimolante. Si nota che al giorno d’oggi i
bimbi sono più svegli di qualche anno fa.
A 3 mesi mantiene a lungo il contatto con gli altri, ascolta la musica e emette
alcuni gorgheggi.
A 7 mesi preferisce stare con la madre, gli piace guardarsi allo specchio e
risponde ai vezzeggiamenti di chi gli sta accanto.
A 10 mesi risponde se lo si chiama per nome, gioca a fare “cu-cu”, batte le
mani e fa ciao.
A 1 anno fa un gioco semplice con la palla ed aiuta chi lo sta vestendo.
LA
LOCOMOZIONE INIZIA PRESTO
Intendiamo
per locomozione la capacità dell’essere vivente di muoversi nello spazio, che
non coincide con il cammino, ma si evolve in successione fino al cammino secondo
precise tappe. In questo senso analizzeremo ora le varie capacità locomotorie
del bambino.
Il
neonato, se sdraiato a pancia in giù, concentra il peso di tutto il corpo in un
punto a livello del collo e non ha nessuna capacità di
sostegno. In pratica la zona del corpo che rimane più in alto è il culetto. Il
punto in cui si concentra il peso del corpo si chiama baricentro.

Nei
primi due mesi il bambino inizia ad essere attratto verso stimoli visivi ed
uditivi che lo incentivano ad alzare la testa, sostenendosi per un breve periodo
sull’avambraccio. Si ha in questa fase lo spostamento del baricentro del corpo
verso la zona dell’ombelico.

Tra
il 3° ed il 4° mese, l’ulteriore spostamento del baricentro verso il cingolo
pelvico permette di mantenere più a lungo la testa fuori dalla base di appoggio
con un’estensione simmetrica del capo.

Intorno
ai 4 mesi e mezzo il bambino inizia a spostare il suo baricentro lateralmente
per poter afferrare con una mano un oggetto posto dinanzi a sé: si instaura un
triangolo d’appoggio formato da un lato da gomito e bacino, dall’altro dal
ginocchio.

A 6 mesi si ha l’appoggio simmetrico sulle mani aperte.

Tra
i 7 e gli 8 mesi, il baricentro si sposta all’indietro ed il piccolo inizia a
caricare sulle ginocchia, si assiste quindi al primo tentativo di posizione
quadrupedica che per 2 o 3 settimane consiste nel dondolamento.

A
8-9 mesi in posizione prona il bambino è in grado di strisciare in avanti con
il proprio corpo mediante la capacità di appoggio sul gomito e di spinta con
l’avampiede opposto.

A
9-10 mesi si ha l’andatura a carponi con schema alternato ed il bimbo comincia
ad arrampicarsi in stazione eretta.


A
12-13 mesi si assiste al raggiungimento della stazione eretta senza sostegno che
man mano diventa più sicura.
