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IMPARARE A PARLARE

Già intorno alla fine del primo anno di vita il bambino inizia ad articolare alcune paroline per poi aumentare, nei due anni successivi, piano piano il suo vocabolario fino ad esprimersi e discorrere. Per aiutare il piccolo in questo campo di apprendimento, specialmente quando presenta qualche ritardo rispetto alla media, ci sono alcuni piccoli accorgimenti molto efficaci.

Efficiente esercizio in vista della parola è il gattonare col bimbo, scandendo a ritmo col passo una semplice filastrocca: ad ogni appoggio di mano corrisponde il suono di una parola. Il piccolo così potrà imparare con molta più facilità ad esprimere le parole, imitando gesti “atletici” e produzione verbale associata.

Al gioco proposto se ne possono aggiungere di simili come quello della cariola (scandendo una filastrocca). Si tratta sempre di associare l’appoggio della mano, ossia la stimolazione tattile, a una sillaba, a un suono, ossia la stimolazione uditiva.

Buona regola sarà poi rivolgersi al bambino parlando lentamente, scandendo le parole in modo chiaro, cosicché lui le possa bene comprendere ed imitare. Buona abitudine sarà decidere almeno un quarto d’ora giornaliero, magari a tavola con presente il bambino, in cui tutti parlano molto lentamente, scandendo bene i suoni. In questo modo gli si da la possibilità di comprendere meglio i suoni, l’articolazione del discorso, le parole nuove. Lo si abitua nel contempo ad una certa tranquillità, calma nella relazione, nell’espressione e nell’ascolto, quindi ad una maggiore riflessività. È interessante notare come, parlando ad un bambino in modo lento, viene catalizzata in modo evidente la sua attenzione.

Per esercitare sia l’attenzione,sia la memoria, che la parola si rivela inoltre utile raccontare filastrocche, canzoncine.

 

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