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Per saperne di più

 

 

La diagnosi precoce viene eseguita in tutti i casi di parti a rischio almeno entro i due mesi dopo il parto, ma sarebbe molto utile programmare le visite di diagnosi precoce a 6, 9, 12 settimane di vita, in modo da poter garantire l'oggettività della stessa. Qualora si ipotizzasse o si  potesse evidenziare una anomalia o un ritardo nello sviluppo posturale e locomotorio, neuropsicomotorio, si potrebbe dar inizio al trattamento di prevenzione dei ritardi dello sviluppo col metodo da noi consigliato. Quindi una prima visita può generare  “il sospetto”di un possibile futuro sviluppo patologico. Una seconda visita può confermare il sospetto; la terza visita può con oggettività consigliare il trattamento, e

  • Indicare la terapia adatta nei casi in cui la difficoltà si conferma o aumenta. Successivamente si controlla il risultato della terapia osservando la modificazione in senso fisiologico più o meno coerente con lo sviluppo.

Per tutti i tipi di diagnosi neurofunzionale nei primi tre mesi di vita, non vi è la certezza assoluta di esenzione da errore (falso negativo o falso positivo). In generale l'oggettività della diagnosi precoce  varia tra percentuali dal 30 all’82%.  Il rivedere il bambino per tre volte riduce il rischio di errore. In ogni caso e in ogni modo l'intervento proposto sarà solo vantaggioso al bambino. E' bene iniziare quanto prima perché in caso di persistenza del ritardo e della anomalia dello sviluppo posturale e funzionale del bambino, esiste una alta probabilità di  sviluppo non adeguato ... patologico.  Si conoscono varie modalità di eseguire valutazioni precoci del bambino o diagnosi dello sviluppo.

L'A.R.C. propone di seguire "la Diagnosi Precoce proposta dal Dott. Castagnini". Essa si fonda soprattutto sulla evidenza di storia anamnestica (= storia personale) che potrebbe essere significativa per un sospetto di rischio per il futuro del bambino, e su una valutazione neurofunzionale delle abilità del piccolo, da mettere a confronto con le abilità proprie dello sviluppo normale del bambino della stessa età (età funzionale ed età cronologica devono corrispondere!).

Il nostro impegno e la nostra ambizione sarebbe quello di raggiungere tutti i bambini sospetti di sviluppo anormale, tenendo sotto controllo tutti quelli nati con le modalità di parto a rischio (che sono quelle che danno origine al 95% dei disturbi dello sviluppo del bambino). Valutando lo sviluppo neuropsicomotorio di questi bambini si può evidenziare precocissimamente i ritardi o le anomalie dello sviluppo e della coordinazione … solo così si può iniziare un trattamento precoce che può portare il bambino "ad alto rischio sintomatico" sino alla normalizzazione...

Dobbiamo distinguere tra patologia e rischio di patologia: un bambino a rischio ha una probabilità di soffrire di qualche forma patologica di sviluppo e con l'intervento precoce si tenta di ridurre la gravità della situazione e di mirare fino alla normalizzazione. La patologia invece significa uno stato gia chiaro di forma clinica diagnosticata, in questo caso prima si inizia la terapia più alte sono le probabilità di miglioramento.

 

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