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ALLA SCOPERTA DELLO SPAZIO Ritorniamo ora a riflettere sullo spazio in cui viene lasciato il bimbo. È già stato detto di porre il neonato su un tappeto, libero di muoversi. Sdraiato sul suo tappeto, man mano si sviluppano in lui le varie competenze motorie, può arrangiarsi a prendere un gioco che si trova al suo fianco o appeso sopra di lui. E’ opportuno non facilitarlo troppo, non darglielo alla prima insofferenza o al primo capriccio, ma lasciare che lo vada a prendere autonomamente. Si darà così ampio spazio alla libera iniziativa che pian piano lo porterà ad imparare ad arrangiarsi, a contare sulle proprie forze ed iniziare ad esplorare e fare proprio lo spazio circostante. Questa esplorazione aumenterà di pari passo con le capacità motorie, quindi inizierà a rotolare, strisciare, gattonare. A questo punto potrà davvero iniziare a spostarsi autonomamente iniziando a scoprire lo spazio che lo circonda, gli spazi della casa. Il gattonare è una fase molto importante, diciamo meglio, “fondamentale”, per la crescita sia fisica che intellettiva del bambino. Dal punto di vista motorio l’andamento quadrupedico è una preparazione al cammino che permette al piccolo di misurare, sperimentare lo spazio e l’orientarsi in esso. Pure dal punto di vista intellettivo si può evidenziare l’importanza del gattonare. Mentre infatti gli occhi sono il primo principale organo di apprendimento nei primissimi mesi di vita, essi lasciano ben presto il compito di apprendere alla mano ed alla sensorialità tattile. Analizzando il sistema nervoso, le varie stimolazioni, si può notare che dal punto di vista intellettivo, dei concetti, dei suoni, delle parole, del ritmo, delle sequenze logiche ecc. per un fisiologico sviluppo, bisogna contare molto sulla sensibilità tattile delle mani. Un forte stimolo a questa modalità di apprendimento si ha nei mesi in cui il bimbo gattona e verrà meno quando lui imparerà a camminare. Per questo è nostra ferma convinzione che più il bambino gattona, meglio è per il suo sviluppo globale. Nell’esperienza di vari studiosi “molti dei bambini che giungono alla nostra attenzione per problemi di apprendimento scolastico hanno saltato lo striscio o l carponi da piccoli e spesso il recupero della tappa non effettuata ha portato a risultati positivi e ad un apprendimento migliore”[1]. Per questi motivi, oltre ai già spiegati motivi di rispetto dei tempi del bambino e del suo sviluppo neuro-psicomotorio, è assolutamente sconsigliato e controindicato usare il girello: non usatelo per nessun motivo. Senza questo strumento il piccolo, anche seppur per poche settimane, passerà attraverso la fase del movimento a gattoni. [1] A.L.Sangalli, “L’attività motoria compensativa”, Trento Unoedizioni |
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