|
Associazione Ricerca sulle Cerebropotenzialità |
Ricorda il |
|||
![]() |
Prevenire i
disturbi dello sviluppo nel neonato è possibile ! |
![]() |
A.R.C. - I Nostri figli Tel. 045 8008796 |
|
|
HOME |
SPUNTI PER RIFLETTERE Ogni giorno, da
trentacinque anni ... sempre la stessa storia: Ogni giorno, da 35 anni a questa parte, incontro bambini con problemi
dello sviluppo neuro e psicomotorio. E’ il lavoro che faccio in un centro di
riabilitazione. In tutti questi anni tantissime cose sono cambiate nel
mondo, avrei potuto dire che tutto è diverso da quei tempi lontani
dell’inizio del mio lavoro professionale se non ci fosse una cosa che è
rimasta tale e quale: infatti mi giungono in ambulatorio ancor oggi gli
stessi casi, con la stessa storia che si ripete infinitamente, con le stesse
problematiche, la stessa perplessità dei genitori quando ripeto loro quasi a
memoria la storia del loro figlio e le loro peripezie sconfortanti senza
averla prima sentita da loro, la stessa amarezza mia ogni giorno, tutti i
santi giorni, da 35 anni… |
|||
|
NOVITA' |
||||
|
SPUNTI PER RIFLETTERE |
||||
|
PROPOSTA DIAGNOSTICO TERAPEUTICA |
||||
| ASSOCIAZIONE | ||||
|
PER I GENITORI |
||||
|
LA RICERCA |
||||
|
LA FORMAZIONE |
||||
|
I PROGETTI |
||||
|
PER APPROFONDIRE |
||||
| POESIE | ||||
|
LINK |
||||
|
|
||||
|
Questo primo dato, che noi auspicheremmo fosse ben presente nel bagaglio
professionale e culturale di tutti gli specialisti, regolarmente non viene
tenuto nella debita considerazione, non viene valutato adeguatamente,
soprattutto nel caso di un bambino con problemi dello sviluppo neuro e
psicomotorio. 2. Infatti, il problema diventa evidente nel caso di un bambino con problemi dello sviluppo. Negli altri casi sappiamo che il bambino non ha bisogno di attenzioni particolari per crescere, sa cavarsela sempre nonostante varie "aggressioni ed imboscate" degli adulti e riesce a svilupparsi armonicamente. Ma qualora ad esempio un bambino fosse in ritardo di sviluppo di uno o due mesi nei primi sei mesi di vita, normalmente viene giudicato come un semplice ritardo di poco o nessun conto perché si insiste nel valutare questo tempo in modo cronologico, temporale. Questa situazione invece diventerebbe gravissima se la si valutasse coi parametri funzionali di sviluppo del primo anno di vita, diventando un ritardo di uno o due anni … Questo tipo di valutazione che noi proponiamo è quella corretta, intendendo giusta ed adeguata, e la riteniamo come genuina verità dedotta dalla lunghissima esperienza della storia dello sviluppo dei bambini normali e soprattutto di quelli a destino patologico. Siamo stati anche noi in passato molto bonari sulla valutazione del ritardo di un bambino, ed abbiamo cercato di tranquillizzare i genitori, nella speranza di un ricupero successivo spontaneo. Quante illusioni e quante delusioni fino a che non abbiamo appurato la realtà che i primi mesi della vita vanno valutati con parametri diversi da quelli cronologico-temporali e cioè con i parametri funzionali dello sviluppo. Un esempio può aiutarci a capire. Ci è stato presentato un bambino di 17 mesi con tanto di cartella clinica aggiornata alle ultime visite che così diceva: bambino un po’ rigido agli arti, più ai superiori, strabismo convergente, reflessologia tonica presente e vivace, posizione degli arti abitualmente anomala con retrazione ai flessori del ginocchio … e poi continuava "ma data la storia di prematurità si consiglia ai genitori una visita tra tre mesi prima di prendere una decisione per il futuro del bimbo" … Alla mia valutazione il bambino era invece apparso come gravissimo, con prognosi di una autonomia limitatissima e con necessità di un grande lavoro di riabilitazione, da fare anche se ci si poteva aspettare solo modesti risultati data l’età molto avanzata… Le due visite sono state fatte a distanza di due giorni. Chi aveva ragione? La risposta è semplice: ora il piccolo è diventato grande, ed è in carrozzella, bisognoso di tutto … Vediamo ora come si può giudicare questo caso. E’ semplice: io ho valutato il primo anno di vita del bambino con i dovuti parametri dello sviluppo neuro e psicomotorio, dando il valore opportuno ad ogni mese, per cui il primo anno diventa già "nove anni neuro funzionali", a cui si aggiungono i cinque mesi successivi (che purtroppo non so ben valutare nel rapporto tra cronologico e funzionale), quindi in totale almeno 9 anni e alcuni mesi di ritardo (ritardo abissale in 17 mesi!); il collega invece continua ad essere benevolo valutando cronologicamente i tempi, aspettando l’impossibile, illudendo e deludendo… fino a che va bene, fino a che qualcuno non si decide a chiedere di rendere conto della professionalità (cui si deve grande valore e rispetto, … quando si meritano!) e del valore e rispetto che si doveva alle sue valutazioni errate e delle conseguenze che ne sono , con lo stato di vita che ne è conseguito per il bambino. Spero di non essere troppo pesante se racconto anche il caso di una bambina di 14 mesi bellissima sotto tutti gli aspetti ma in ritardo nello sviluppo neuro e psicomotorio. Era nata prematura e quindi veniva consigliato ai genitori ad ogni visita di aver pazienza, che tutto si sarebbe risolto bene. Io vedo la piccola a 14 mesi, la valuto molto grave dal punto di vista neurofunzionale perché in ritardo di sviluppo di ben nove anni, con segni di ipertonia agli arti inferiori ed ipotonia di tronco. Definisco la prognosi per il futuro della piccola molto incerta per la sua autonomia. I consigli per i genitori sono: molta riabilitazione neuro e psicomotoria adeguata a facilitare lo sviluppo. Anche in questo caso tra la visita dello specialista benevolo e la mia non è passato che una settimana di tempo. Chi aveva ragione? Quella piccola ora è una ragazza grande, non è autonoma, è in carrozzella, si nutre da sola ma ha bisogno di aiuto per tantissime azioni della vita di ogni giorno… Come si può giudicare questo caso? Certo, come tutti i casi che mi arrivano ogni giorno in ambulatorio. Quale sconforto al pensare che in tanti anni ancora non si è imparato questa semplice realtà del valore enorme dei tempi di sviluppo neurofunzionale del primo anno di vita. Chi paga è sempre chi crede al giudizio dei "benpensanti del nulla" che irresponsabilmente fanno sfoggio della propria professionalità improntata di benevolenza apparente e che non apprendono da tutte le esperienze fallimentari avute continuando a valutare secondo parametri erronei (quelli cronologici, dell’età corretta ecc. ecc.). Io spero ancora che storie come queste non si ripetano più e che ci sia da parte di tutti, ma in modo particolare di chi è preposto professionalmente a giudicare questi casi di problematiche dello sviluppo del bambino, quella giusta attenzione nel valutare adeguatamente le funzioni e le abilità nei primi tempi di vita, dando al ritardo, qualora ci fosse, l’importanza che merita, in modo da consigliare una adatta stimolazione precoce per il ricupero e se possibile la normalizzazione del caso. |
||||