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SPUNTI PER RIFLETTERE Un vecchio professionista,
ormai in pensione, scrive Mi permetto di scrivere al giornale della mia città perché so quanto sia
sensibile a certi argomenti sociali e quanto desidera che la gente sia a
conoscenza della realtà in cui vive e della necessità di cambiare quando i
fatti lo consiglino. Ho lavorato nel campo della riabilitazione neuro e
psicomotoria dei bambini con problemi dello sviluppo da quasi mezzo secolo
(!!!) ed ho profuso in questa attività la maggior parte delle mie energie.
Purtroppo mi rendo conto che ancora c’è molto da fare e soprattutto da far
conoscere. Questa mattina è venuto da me un bimbo da Brescia accompagnato
ovviamente dai suoi genitori: prematuro, con leucomalacia multicistica
periventricolare, piccolo per l’età (da noi si insiste nel dire small for
date …) ipotonico, con reflessologia primaria e fondamentale vivace, con
strabismo bilaterale, con reclinazione del capo accentuata … |
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E’ sottinteso che l’intervento terapeutico precoce non è fine a se stesso,
non è precoce per precoce!!! Mi si perdoni se insisto: deve essere un
intervento soprattutto efficace, deve essere valido a facilitare lo sviluppo
fisiologico del bambino. Tale sviluppo fisiologico del bambino deve essere
conosciuto in tutte le sue espressioni e manifestazioni alle varie età dello
secondo le modalità temporali e funzionali proprie dello stesso. Quanti interventi di riabilitazione iniziati troppo tardi, ma ancor più quanti interventi di nessun significato riabilitativo!!! L’unico parametro valido da controllare per l’efficacia di un trattamento facilitante lo sviluppo normale è e resta solo il miglioramento evidente del piccolo paziente. E nessuno in questo campo se è intelligente può arroccarsi dietro il fatto di una lesione grave o gravissima e quindi dare il verdetto già a questa tenerissima età di bimbo irrecuperabile: così poi non gli resterebbe che dire "sarebbe migliorato comunque anche a non far nulla", qualora qualcuno lo facesse migliorare decisamente nonostante quel precedente fatale giudizio di irrecuperabilità. Crediamo interessante a questo punto presentare le conclusioni di una nostra ricerca per quanto riguarda la precocità dell’intervento adeguato: In dieci anni sono stati inviati ai nostri centri solo 41 bambini di età compresa tra 0 e 3 mesi per le necessarie cure in quanto severamente minacciati nel loro sviluppo neuro e psicomotorio : 39 sono attualmente normali, 2 non hanno ottenuto buoni risultati (uno di essi è uscito dal controllo per cause non note). Confermano il nostro dato altri risultati significativi pubblicati da altri autori . Il dr. Vojta ad esempio: su 2000 casi a rischio, trattati ad iniziare da "0-3 mesi": ha ottenuto una percentuale di normalizzazione dell’ 82%! (Piccin Editore) Sempre in 10 anni della nostra ricerca: sono giunti solo 70 bambini di età compresa tra i 4 e gli 7 mesi. Solo il 10 % di essi non ha più bisogno di cure. Il 90% di essi è ancora in terapia. Tutti gli altri bambini sono giunti a noi ad una età superiore a 8 mesi: hanno avuto miglioramenti anche buoni, rimangono però con indipendenza molto limitata per le normali funzioni della vita. Dobbiamo fare ancora una osservazione circa la percentuale dei trattamenti che vengono eseguiti abitualmente nei nostri ambulatori in relazione all'età. Facendo l’ esempio di un normale Centro di riabilitazione con 20 trattamenti giornalieri: 18,5 trattamenti vengono eseguiti a bambini con età superiore ai 9
mesi; Dalla nostra esperienza si imporrebbe, da parte dei pubblici poteri, un
massiccio e doveroso sforzo perché il trattamento nei bambini sospetti di
futuro sviluppo patologico sia iniziato prima possibile: fine del 3° mese,
inizio del 4° , "nella speranza concreta di diminuire drasticamente il
numero di coloro che necessitano delle terapie in altre età". |
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