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TEMPO AL TEMPO “Oserò esporre qui la più grande, la più importante, la più utile norma di tutta l’educazione? Non è guadagnare del tempo, ma perderne”[1].
Tutta la storia della
pedagogia, a partire dal suo stesso padre Russeau per poi passare attraverso
ogni teorico ed educatore, insiste sul fatto che nella crescita non bisogna
anticipare i tempi del bambino né ritardarli, trattarlo a seconda dei suoi
bisogni e capacità attuali. Tanto più per quanto riguarda la crescita neuro
psicomotoria è indispensabile non anticipare i tempi. Come si è visto negli
scorsi capitoli l’evoluzione delle capacità neuro psicomotorie del bambino è
ben scandita a seconda dell’età. Quindi, affinché tale percorso non subisca
variazioni dannose, è importante rispettarlo. Non si metterà così seduto un
bambino fino a che non sia capace lui stesso di raggiungere la posizione
seduta. Lo stesso discorso vale per il cammino, lo stare in piedi. Per
rendere l’idea è efficace la seguente immagine: pretendere che un bimbo di
un mese sia comodo in posizione seduta, o che un bimbo di cinque mesi stia
in piedi, equivale a volere che una persona comune sia comoda, a suo agio,
senza difficoltà, mentre cammina su un filo di equilibrismo sollevato alcuni
metri da terra.
ATTENZIONE AL TEMPO DI
PREMATURITA’ [1] Jean-Jaques Rousseau, “Emilio” I, in « Opere », pag. 396 |
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