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Vogliamo precisare subito che il nostro tipo di approccio alle paralisi cerebrali infantili si rifà, con opportune varianti ed adatti accorgimenti e modifiche, al metodo proposto da Dr. Vojta.
"Dopo vari anni di personale esperienza, durante i quali ho conosciuto e applicato principi e tecniche diversi, sono giunto alla conclusione che le proposte del Dr. Vojta non contrastano quanto di valido è presente nelle altre metodiche e nello stesso tempo portano un notevole contributo scientifico, che si è rivelato di grande utilità alla comprensione ed alla soluzione dei problemi esistenti nel campo delle paralisi cerebrali infantili.
Dott. Castagnini
L'analisi concreta dei fenomeni della "locomozione" nei riguardi di un gran numero di bambini di tutte le età, normali e con paralisi cerebrali infantili, ha condotto Dr. Vojta a riconoscere ed applicare il "principio locomotorio" come elemento fondamentale per l’esame e il trattamento dei disturbi neuropsicomotori.
La terapia prende in considerazione le seguenti aree:
- Attivazione globale del Sistema Nervoso Centrale.
- Sviluppo della coordinazione "locomotoria".
- Attivazione di schemi congeniti o innati di carattere neuropsicomotorio.
- Memorizzazione nel Sistema Nervoso Centrale di tali schemi di movimento proposti, facilitati ed attuati.
•Il bambino appena nato affronta con tutto sé stesso il problema "locomotorio".
•La sua fisiologia di sviluppo è appunto lo “sviluppo neuropsicomotorio”.
•Il bambino è in genere adatto, ad affrontare questo processo.
Risulta di fondamentale importanza un approccio terapeutico che rispetti l'evoluzione neuro-psicomotoria del bambino.
Tutti gli schemi terapeutici dovranno rispettare le tappe proprie di un bambino normale (ontogenesi del comportamento umano ) mediante stimoli adatti in posture adeguate.
Il bambino nasce con un patrimonio di schemi neuro e psicomotori fisiologici. Questi schemi possono essere evocati. Ma in genere egli è in grado di attivarli e di usarli per costruire il suo comportamento neuro e psicomotorio.
La terapia si basa sulla possibilità di "evocazione" di questi schemi innati.
La terapia precoce è in funzione della prevenzione successivamente è in funzione del ricupero.
Gli schemi terapeutici possono venire così classificati :
SCHEMI DEL ROTOLAMENTO
SCHEMI DELLO STRISCIAMENTO
SCHEMI VERTICALIZZANTI.
Il sistema nervoso centrale riceve ripetutamente le informazioni fisiologiche che la terapia facilita e vengono memorizzate e utilizzate.
Occorre saper "somministrare" stimoli adatti nella postura adeguata per il tempo sufficiente a provocare la reazione.
Le statistiche dei vari autori danno un capacità autocorrettiva variabile tra un 30 e un 70%.
In un certo numero di casi la difficoltà è superiore alle “capacità di compensazione”. In questi casi si deve intervenire entro i tre mesi…
in caso contrario abbiamo il rischio che la patologia si organizzi e permanga.
