Risultati Anno 2011: 320 Bambini seguiti - 2397 Terapie

1 Obiettivo 2012: aumento 1^ visita Bambini <3 mesi

2 Obiettivo 2012: realizzazione progetti in corso

3 Obiettivo 2012: incremento convegni divulgativi

 

Due progetti da realizzare: visita la pagina Progetti e partecipa con A.R.C. ai miglioramenti dei ns Bambini

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Per saperne di più

 

Vogliamo precisare subito che il nostro tipo di approccio alle paralisi  cerebrali infantili si rifà, con opportune varianti  ed adatti accorgimenti e modifiche, al metodo proposto da Dr. Vojta.

"Dopo  vari  anni  di personale esperienza, durante  i  quali  ho conosciuto e  applicato principi e tecniche diversi, sono  giunto alla  conclusione che le proposte del Dr. Vojta  non  contrastano quanto di valido è presente nelle altre metodiche e nello  stesso tempo  portano  un  notevole contributo  scientifico,  che  si è rivelato  di grande utilità alla comprensione ed alla  soluzione dei  problemi  esistenti  nel  campo  delle  paralisi   cerebrali infantili.
Dott. Castagnini

L'analisi concreta dei fenomeni della "locomozione" nei riguardi di un gran numero di bambini di tutte le età, normali e con paralisi cerebrali infantili, ha condotto Dr. Vojta a riconoscere ed applicare il "principio locomotorio" come elemento fondamentale per l’esame e il trattamento dei disturbi neuropsicomotori.

Egli evidenzia una coerenza sistematica e regolare tra l’ontogenesi della locomozione e la neurologia dello sviluppo.
Inoltre viene indicata come condizione indispensabile allo sviluppo neuropsicomotorio spontaneo la capacità di controllare la postura.
L'adattamento dell'atteggiamento corporeo ai cambiamenti di posizione nello spazio mostra delle caratteristiche chiaramente riconoscibili, che differiscono secondo il livello di sviluppo neuropsicomotorio raggiunto.

La terapia prende in considerazione le seguenti aree:

  1. Attivazione globale del Sistema Nervoso Centrale.
  2. Sviluppo della coordinazione "locomotoria".
  3. Attivazione di schemi congeniti o innati di carattere neuropsicomotorio.
  4. Memorizzazione nel Sistema Nervoso Centrale di tali schemi di movimento proposti, facilitati ed attuati.

Il bambino appena nato affronta con tutto sé stesso il problema "locomotorio".
La sua fisiologia di sviluppo è appunto lo “sviluppo neuropsicomotorio”.
Il bambino è in genere adatto, ad affrontare questo processo.

Risulta di fondamentale importanza un approccio terapeutico che rispetti l'evoluzione neuro-psicomotoria del bambino.
Tutti gli schemi terapeutici dovranno rispettare le tappe proprie di un bambino normale (ontogenesi del comportamento umano ) mediante stimoli adatti in posture adeguate.
Il bambino nasce con un patrimonio di schemi neuro e psicomotori fisiologici. Questi schemi possono essere evocati. Ma in genere egli è in grado di attivarli e di usarli per costruire il suo comportamento neuro e psicomotorio.
La terapia si basa sulla possibilità di "evocazione" di questi schemi innati.
La terapia precoce è in funzione della prevenzione successivamente è in funzione del ricupero.

Gli stimoli utilizzati possono essere applicati anche nel bambino normale.
Lo stimolo si applica nelle stesse zone attive per il bambino normale.
Consiste in uno stimolo effettuato con precise modalità, e•entro i parametri fisiologici, fino ad ottenere una  risposta "locomotoria" fisiologica.

Gli schemi terapeutici possono venire così classificati :
SCHEMI DEL ROTOLAMENTO
SCHEMI DELLO STRISCIAMENTO
SCHEMI VERTICALIZZANTI.                    

Il sistema nervoso centrale riceve ripetutamente le informazioni fisiologiche che la terapia facilita e vengono   memorizzate e utilizzate.
Occorre saper "somministrare" stimoli adatti nella postura adeguata per il tempo sufficiente a provocare la reazione.

Le tappe neuropsicomotorie raggiunte dal bambino hanno un progresso cronologicamente costante ( variabilità di 15 giorni).
Il mancato sviluppo segnala una difficoltà del bambino.
La difficoltà rivela un anomalo controllo della postura (base della "locomozione").
Il bambino è uno “scienziato” del movimento. Di fronte alla difficoltà può “compensare” e ricuperare il percorso di sviluppo fisiologico.
Le statistiche dei vari autori danno un capacità  autocorrettiva variabile tra un 30 e un 70%.

In un certo numero di casi la difficoltà è superiore alle “capacità  di compensazione”. In questi casi si deve intervenire entro i tre mesi… 
in caso contrario abbiamo il rischio che la patologia si organizzi e permanga.
Il bambino naturalmente controlla spontaneamente lo spazio in cui si trova, la posizione del corpo e anche la “pericolosità” dello spazio intorno a sé.
L’insieme dei fattori di controllo è detto postura.
Il controllo posturale è il fondamento per l’apprendimento neuropsicomotorio e quindi la base della terapia.
L’apprendimento riguarda il comportamento neuropsicomotorio in sè e la possibilità del suo controllo.
Tutti i processi di apprendimento hanno bisogno di tempo.
LA TERAPIA DIMINUISCE IL TEMPO NECESSARIO ALL’APPRENDIMENTO utilizzando TECNICHE DI FACILITAZIONE E DI RAFFORZAMENTO.

 

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