Associazione Ricerca sulle Cerebropotenzialità

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Basta attuare
una diagnosi precoce
ed una terapia adatta !

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LA TERAPIA

Lo specialista dice

Vogliamo  precisare subito che il nostro tipo di approccio  alle paralisi  cerebrali infantili si rifà, con opportune varianti  ed adatti accorgimenti e modifiche, al metodo proposto da Dr. Vojta.
"Dopo  vari  anni  di personale esperienza, durante  i  quali  ho conosciuto e  applicato principi e tecniche diversi, sono  giunto alla  conclusione che le proposte del Dr. Vojta  non  contrastano quanto di valido è presente nelle altre metodiche e nello  stesso tempo  portano  un  notevole contributo  scientifico,  che  si è rivelato  di grande utilità alla comprensione ed alla  soluzione dei  problemi  esistenti  nel  campo  delle  paralisi   cerebrali infantili.
L'analisi concreta dei fenomeni della locomozione
nei riguardi di un gran numero di bambini di tutte le età, normali e con paralisi cerebrali infantili, ha condotto Dr. Vojta a riconoscere ed applicare il principio locomotorio come elemento fondamentale per l’esame e il trattamento dei disturbi neuro e psicomotori.
Egli evidenzia una coerenza sistematica e regolare tra l’ontogenesi della locomozione e la neurologia dello sviluppo.
Inoltre viene indicata come condizione indispensabile allo sviluppo neuro e psicomotorio spontaneo la capacità di controllare la postura.
L'adattamento dell'atteggiamento corporeo ai cambiamenti di posizione nello spazio mostra delle caratteristiche chiaramente riconoscibili, che differiscono secondo il livello di sviluppo locomotorio raggiunto.

La terapia prende in considerazione le seguenti aree:
1- Attivazione globale del Sistema Nervoso Centrale.
2- Sviluppo della coordinazione motoria.
3- Attivazione di schemi congeniti o innati.
4-  Memorizzazione nel Sistema Nervoso Centrale degli schemi di movimento proposti.

Il bambino appena nato affronta con tutto sé stesso il problema "locomotorio".
La sua fisiologia di sviluppo è appunto lo “sviluppo neuropsicomotorio”.
Il bambino è in genere adatto, ad affrontare questo processo.

Risulta di fondamentale importanza un approccio terapeutico che rispetti l'evoluzione neuro-psicomotoria del bambino.
Tutti gli schemi terapeutici rispetteranno le tappe proprie di un bambino normale (ontogenesi del comportamento umano ) mediante stimoli adatti in posture adeguate.

Il bambino nasce con un patrimonio di schemi neuro e psicomotori fisiologici
Questi schemi possono essere evocati 
Ma in genere egli è in grado di attivarli e di usarli per costruire il suo comportamento neuro e psicomotorio.
La terapia si basa sulla possibilità di “evocazione” di questi schemi innati.
La terapia è in funzione della prevenzione.
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Gli stimoli utilizzati  sono già presenti e attivi nel bambino normale
LLo stimolo si applica nelle stesse zone attive per il bambino normale
Consiste in uno stimolo effettuato con precise modalità, e•entro i parametri fisiologici, 
fino ad ottenere una  risposta "locomotoria" fisiologica
.

Gli schemi terapeutici possono venire così classificati :
SCHEMI DEL ROTOLAMENTO
SCHEMI DELLO STRISCIAMENTO
SCHEMI VERTICALIZZANTI.                    

Il sistema nervoso centrale riceve ripetutamente le informazioni fisiologiche che vengono  utilizzate e memorizzate.

Occorre saper "somministrare" stimoli adatti nella postura adeguata per il tempo sufficiente a provocare la reazione.

Le tappe locomotorie raggiunte dal bambino hanno uno sviluppo cronologicamente costante ( variabilità di 15 giorni).
Il mancato sviluppo segnala una difficoltà del bambino.
La difficoltà rivela un anomalo controllo della postura (base della locomozione).
 
Il bambino è uno “scienziato” del movimento di fronte alla difficoltà può “compensare” e ritornare ad uno sviluppo fisiologico.
Le statistiche dei vari autori danno un capacità  autocorrettiva variabile tra un 30 e un 70%.

In un certo numero di casi la difficoltà è superiore alle “capacità  di compensazione”. In questi casi si deve intervenire entro i tre mesi, … 
in caso contrario abbiamo il rischio che la patologia si organizzi e permanga.
Il bambino naturalmente controlla spontaneamente lo spazio in cui si trova
La posizione del corpo è il modo in cui il bambino controlla anche la “pericolosità” dello spazio intorno a sé
L’insieme dei fattori di controllo è detto postura
Il controllo posturale è il fondamento dell’apprendimento neuro e psicomotorio e quindi la base della terapia
 
L’apprendimento riguarda il comportamento motorio in sè e la possibilità del suo controllo.
Tutti i processi di apprendimento hanno bisogno di tempo
LA TERAPIA DIMINUISCE IL TEMPO NECESSARIO ALL’APPRENDIMENTO utilizzando  TENICHE DI RAFFORZAMENTO
Il tempo individuato come sufficiente è: quattro sedute giornaliere di 20 minuti ciascuna