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Via Crusis del Portatore d'Handicap

Gesù ha detto: Qualunque cosa farete al più piccolo tra voi, lo avrete fatto a me.

Spesso, nei volti dei nostri bambini, sembra di vedere quello di Gesù. Nei pellegrinaggi di ogni giorno, tra medici, terapie, problemi, ma anche gioie e soddisfazioni, sembra intravedersi la

 

VIA CRUCIS DEL PORTATORE D'HANDICAP

Un’attualizzazione della via della Croce

scritta da Matteo Faberi

 

1^ stazione: GESU’ E’ CONDANNATO

“Signora, ritorni tra sei mesi al controllo”, sono le parole che molti medici pronunciano nel dimettere un neonato a serio rischio di disturbi dello sviluppo, condannandolo a diventare disabile, poiché la possibilità di guarigione si presenta nei primi tre mesi di vita. I genitori vedranno che il bimbo non cresce come gli altri, non c’è niente da fare, sono condannati ad aspettare.

 

2^ stazione: GESU’ E’ CARICATO DELLA CROCE

Iniziano i primi acciacchi, malattie, preoccupazioni, speranze, tristezze. Il bimbo ed i suoi genitori sono caricati della loro croce più o meno pesante. Il primo passo da fare è però essere consapevoli di avere addosso una croce, di doverla portare, per poter rimboccarsi le maniche ed affrontare il problema.

 

3^ stazione: GESU’ CADE PER LA PRIMA VOLTA

Sotto la croce, troppo pesante, Gesù cade. È una croce troppo pesante per una coppia di giovani sposi lasciati soli a se stessi, se non vengono affiancati, incoraggiati, coinvolti, se si sentono inutili e inermi di fronte ai problemi del figlio.

 

4^ stazione: GESU’ INCONTRA MARIA SANTISSIMA

La mamma ha tenuto il bimbo in pancia, lui è parte di lei. Se il piccolo soffre, sta male, la mamma ne è lo specchio. Quando invece fa qualche miglioramento, la mamma lo vede e per prima, assieme al papà, gioisce di ogni piccola conquista.

 

5^ stazione: IL CIRENEO AIUTA GESU’ A PORTARE LA CROCE

A.R.C. propone un metodo riabilitativo per normalizzare i bimbi piccoli a rischio e fare arrivare quelli più grandi a miglioramenti ottimali. Medici, terapisti, volontari, si adoperano per affiancare la famiglia, moralmente e praticamente, insieme la croce si porta più facilmente, condividendo gioie e dolori, nella solidarietà.

6^ stazione: LA VERONICA ASCIUGA IL VOLTO A GESU’

La terapia è faticosa, il bambino piange, ma è necessaria. Non arrendersi al primo pianto. Il genitore asciuga le lacrime, ma continua, insiste per il bene del bambino.

 

7^ stazione: GESU’ CADE PER LA SECONDA VOLTA

Ricorda tanto le cadute di un bimbo che sta imparando a camminare. All’inizio continua a cadere, ma se cade sta anche già in piedi e sta imparando a camminare, si mette in gioco, osa, sta dirigendosi alla meta di sapersi muovere autonomamente.

 

8^ stazione: GESU’ INCONTRA LE PIE DONNE

“Non piangete per me, ma per voi e per i vostri figli” disse Gesù. Qualche mamma dichiara: “E’ la mia bambina che ci dà la forza”. È impressionante la serenità di questi bambini caricati della croce, la loro gioia di vivere. Il pietismo non riescono a digerirlo, apprezzano invece chi affronta con loro il problema, vive insieme a loro con coraggio e serenità.

 

9^ stazione: GESU’ CADE LA TERZA VOLTA

Il bambino diventerà grande, se non preso in tempo avrà problemi. Quante volte cadrà: di fronte a chi parcheggia sulle strisce gialle non permettendo ai P.H. di salire in macchina, di fronte a panettoni e catenelle che impediscono alla sedia a rotelle di accedere al marciapiede, di fronte a bar senza servizi per disabili, di fronte a scalini che impediscono di entrare in un negozio,…

 

10^ stazione: GESU’ SPOGLIATO

Il portatore d'handicap è spogliato dei suoi diritti, di fronte ad amministrazioni e governi menefreghisti che li tirano a sorte, affiancano la politica dell’handicap a quella dei tossicodipendenti, vogliono trattare tutti insieme, nessuno rispetta le leggi vigenti (ad esempio sulle barriere architettoniche e l’integrazione), …E' spogliato anche e soprattutto del diritto di guarire ed esprimere appieno ogni sua potenzialità, di fronte a baronie mediche che guardano solo al loro tornaconto, ai loro rapporti con le aziende ortopediche ed alla loro ipocrisia.

 

11^ stazione: GESU’ E’ INCHIODATO ALLA CROCE

Non c’è la cultura del diverso. I compagni di classe lo scherzano: “Handicappato, gamba di legno”. I datori di lavoro esitano ad assumerlo, l’integrazione è difficile. Ha già l’etichetta inchiodata: HANDICAPPATO

 

12^ stazione: GESU' MUORE IN CROCE

Ci sono momenti di delusione, scoraggiamento, tristezza. Alcuni handicappati muoiono in croce, abbandonati a se stessi di fronte alla TV, chiusi in casa, nascosti come se i genitori se ne vergognino.

 

13^ stazione: GESU’ DEPOSTO DALLA CROCE

Tante persone invece sono solidali, coinvolgono il disabile, lo accolgono come una persona che ha enormi potenzialita’. L’handicap scompare, solo la disabilita’ rimane.

 

14^ stazione: GESU’ SEPOLTO

Il bambino cresce, tra le gioie e le tristezze, le fatiche, le belle e brutte esperienze, la solidarieta’, il pietismo, in attesa di:

 

Nella 15^ stazione Gesu’ Cristo vince la morte, e’ vivo.

Quel bambino e’ ormai una persona, con una gioia di vivere e una sensibilita’, un amore invidiabile,
capace per quanto possibile di esprimere le proprie potenzialità, di avere una vita dignitosa.

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