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La tua Mamma

scritto da Isabella Corsini, 2007

Alla mia mamma,
E' inconsueto che un bimbo di appena due anni e mezzo decida di scrivere una lettera alla sua mamma, soprattutto se si tratta di un bimbo che forse non sarà mai in grado di scrivere da solo una lettera o forse non saprà mai dire, cio' che desidero scriverti, con le parole.
Chissa' se riusciro' un giorno a chiamarti mamma, forte e chiaro.
Stasera, ti chiedo in prestito la mano e ti chiedo di guardarmi a lungo negli occhi, perchè io parlo solo con gli occhi. Con te abbiamo imparato questo muto silenzioso linguaggio fatto di sguardi, e sorrisi che valgono piu' di mille parole gridate forte. Ed ora mamma dedicati un po' a me perchè ho voglia di dettarti una lettera; lascia da parte le faccende domestiche e ritarda di un po' la tua cena. Ti prego mamma scrivi per me.
Ricordi mamma quel giorno d'inverno di quasi tre anni fa , intorno alla metà di gennaio?, quando ero ancora dentro di te, avevo appena otto mesi ed ero un feto. Eravamo soli io e te di fronte a due medici , che con aria dispiaciuta, severa e contrita ci dissero che io non sarei stato un bimbo normale con altissime percentuali di probabilità ( 99%) che sicuramente avrei avuto un ritardo mentale a causa di uno strano scherzo del destino che aveva donato ad un mio cromosoma due braccia lunghe in piu'. all'epoca non si poteva ancora dare un nome alla malattia rara che mi aveva colpito, non era stata fatta ancora una diagnosi, ma già la scienza medica ti disse senza ombra di dubbio tutto cio' che verosimilmnete non avrei saputo fare, quanto sarebbe stata sconvolta la vita della nostra famiglia, quanto dolore avrebbe dovuto sopportare il tuo cuore, quante difficoltà avremmo dovuto affrontare.
Erano parole vere sacrosante, forse le difficoltà che abbiamo affrontato finora sono state anche maggiori di quelle che ti avevano prospettato il tuo dolore inenarrabile.
Nessuno pero' ha mai saputo dirti quanto amore sarei stato in grado di donarti, ne' quanta gioia avrebbe saputo trasmetterti un mio sorriso o quanti discorsi avrei saputo farti in silenzio, con la profondità dei miei sguardi, nè la tenerezza che il mio corpicino morbido senza frza nei muscoli, avrebbe suscitato quando mi accarezzi e mi coccoli, nè l'assoluto appagamento che provi negli abbracci che ci scambiamo, quando, tra le tue braccia, ti stringo delicatamente il collo con le mie braccine e poggio la mia testina nell'incavo del tuo collo, in completo abbandono.
Sono un bimbo gravemente handicappato agli occhi del mondo, afflitto da una sindrome rara che nessuno ha interesse a studiare. Ho un grave ritardo mentale, un profondo ritardo cognitivo, assenza degli elementi prelinguistici,ipotonia di grado severo,qualche malformazione.
Tu stessa, nè la scienza siete in grado di dire con certezza se camminero,se parlero', quanto il mio cervello arriverà a comprendere.
Non saro' mai in grado di formulare un pensiero astratto, forse di notte non mi accorgero' che il cielo si riempie di stelle, quelle che tu tanto ami e che chiami per nome, nè forse saro' mai in grado, da solo, di incantarmi di fronte al tramonto del sole, pero' so amare piu' di ogni altro essere umano con un cervello funzionante ed amo la vita che tu e papa' mi avete donato

Anche nei momenti piu' duri all'inizio della mia vita, quando malato a stento respiravo, scosso da tremendi colpi di tosse, appena neonato, ti ho sempre fatto capire che ero attaccato alla vita ed al tuo seno che amorevolmente mi allattava. Poi te l'ho ripetuto quando ho imparato a sorridere, ad emettere a modo mio gridolini di gioia.
Io sorrido sempre , al mattino quando mi prendi dal lettino ed i miei occhi incontrano i tuoi e afferro con voracità il biberon che mi metti tra le manine, con il latte, fino alla sera quando addormentato beato tra le tue braccia, come un angelo , mi poni nel lettino.
Sorrido a te, a chi si prende cura amorevolmente di me, a chi incontro negli ospedali, ai medici che mi curano, a mio fratello ai tuoi amici, a mio padre, alle mie maestre, ai compagni del nido, sorrido ad un raggio di sole, ad un gioco di luci/ ombre sul muro e in silenzio, con tutto il mio corpicino, capace di movimenti limitati, grido con forza il mio inno alla vita.
Amo la vita piu' che mai, amo le carezze, l'amore che ricevo dal prossimo che mi incontra, se vuole donarmene, amo la serena cadenza delle mie giornate, il sapore dolce della frutta, e dei tuoi baci, amo ballare tra le tue braccia al suono della musica che tu ami ballare.
Amo ciucciarmi il dito indice e medio della mano destra, amo dormire in riva al mare tra le braccia della mia adorata tata.
Accetto con pazienza il fastidio delle frequenti visite in ospedale, della ginnastica pesante cui sono sottoposto, e ripago le vostre fatiche mettendocela tutta e facendo piccoli progressi a passo di formica.
Ti ho insegnato a non dare mai nulla per scontato. Un sorriso, un vocalizzo, un mio abbraccio, il tocco lieve della mia mano sul tuo viso, per te sono un miracolo e tu ne sei consapevole.
Ti ho insegnato a comprendere il linguaggio del corpo, non solo del mio, ma anche di quelli che hanno difficoltà a dire troppe parole, che spesso sono tacciati di aridità affettiva. Hai scoperto che sono le persone che sanno donare piu' amore. sai leggere meglio nel cuore degli altri, hai sviluppato una sensibilità ed una percezione che senza di me non avresti mai scoperto.
Hai imparato a batterti con la forza di una leonessa per vincere i pregiudizi,le ipocrisie legate alla condizione dei bimbi speciali come me.
Mi hai assicurato tutti i diritti che mi spettano ed insieme possiamo aiutare anche altri bimbi con le mie necessità soprattutto nel difendere il loro sacrosanto diritto alla vita.
Tu hai imparato ad amare, con piu' attaccamento, quello che di bello Dio ha creato nella natura, nel cercare il modo piu' adatto per farlo sentire e vedere a me.
Tu conduci la mia manina aperta a sfiorare i petali delle rose sbocciate nel mese di maggio, avvicini loro il mio nasino perchè possa aspirarne il profumo.
Tu hai imparato con me a capire quali sono le cose essenziali della vita, quelle che si possono vedere solo con gli occhi del cuore.
Io ti ho donato una forza incrollabile, un coraggio che non avresti mai immaginato di avere per come hai resistito ai contraccolpi delle diagnosi piu' infauste, anche se hai scoperto di possederli solo dopo aver molto pianto, molto sofferto, molto gridato la tua rabbia sorda al mondo.
Quante volte sei andata a piangere in chiesa quando non c'era nessuno, davanti a Dio, pensando che lui fosse indifferente al tuo dolore di mamma, sordo alle tue preghiere? Si è levato alto il tuo grido di ribellione di rabbia, di fronte ad un miracolo che seppure chiesto incessantemente, non arrivava?
All'inizio non sapevi che i miracoli non sono solo quelli delle guarigioni eclatanti descritte nei vangeli.ci sono anche i miracoli che si compiono giorno per giorno quasi impercettibilmente, possono essere nella mia capacità di avere imparato a sorridere, a battere le manine, a reggere goffamente il biberon, a stare seduto per poco, tutto storto. Puo' consistere nel nostro amore immenso, assoluto di appartenenza totale, nella tua capacità di leggermi cosi' bene dentro, anche se non sapro' mai parlare, nel modo in cui mio fratello mi ha accettato e mi ama, nel come ti è apparso con chiarezza quello che doveva esser cambiato nella tua vita, nel pretendere il rispetto della dignità di ogni uomo e anche della tua.
Il miracolo è che oggi sei la mia mamma felice orgogliosa di me, come di mio fratello, serena, appagata, molto ma molto di quanto tu sia al contempo una mamma con preoccupazioni speciali sul mio futuro, piu' impegnata di altre, sul fronte ospedali, malattie , riabilitazione, medicine, conoscenza delle leggi a tutela dell'handicap di una mamma che prova dolore, tutt'ora, anche se sempre di meno, nel vedere gli altri miei coetanei correre, cadere, rialzarsi e dire mamma, ma soprattutto sei una mamma che prova indignazione e dolore quando si accorge degli sguardi di commiserazione rivolti a me , sguardi che sembrano dire: che disgrazia, che croce, che dolore!
Tu sai bene, a distanza di due anni e mezzo, ora che il peggio è passato, ora che hai imparato quali sono le medicine che mi aiutano a stare meglio, a prevenire le mie malattie piu' frequenti, ora che ho superato gli interventi chirurgici che dovevo affrontare per lasciarmi alle spalle le otiti che tanto mi hanno perseguitato, ora che sai cosa fare per sviluppare al meglio le mie potenzialità fisiche e psichiche e che non ti fermi mai nel cercare qualcosa di utile per me, ora che sei molto piu' forte, ora sai che io sono il dono piu' grande che Dio ha voluto farti, donandoti un figlio meno che perfetto, un figlio che ha amplificato la tua allegria, che ti fa sorridere con piu' gusto, che ti fa amare la vita ed i periodi di tranquillità, che ti ha fatto capire chi sono i veri amici e come deve essere l'amore per l'uomo che hai scelto di amare e che ha scelto di amarti .
Ti appaio come la testimonianza della costanbte presenza di Dio nella tua vita, ti aiuto a capire come Lui sia vicino a noi ogni minuto di ogni giorno della tua vita.
Nei momenti piu' difficili lui ci ha preso per mano indicandoci la via, facendoti balenare le scelte piu' giuste per me, mettendo sul nostro cammino persone, medici, terapisti, infermieri, amici che ci hanno aiutato .
Oggi hai la consapevolezza di non esser mai stata sola, ne' in quel primo giorno in cui ti dissero che non sarei stato normale, nè in seguito nelle interminabili notti in cui mi assisti malato e sofferente, nè quando ti hanno detto quale era la terribile diagnosi, quel nome strano con cui ti sei abituata a convivere, che a prima battuta nessuno sa ripetere, nè ha mai sentito,nè quando in ospedale mi hai visto portare via in una barella immensa, per me, per varcare la soglia della sala operatoria.
Dio è sempre stato accanto a te e a me , consolandoti, accarezzandoti.
Tu sai bene che la nostra vita sarà sempre costellata di colpi di scena , sempre sul filo del rasoio, fatta di momenti di paura.
Ma sai anche che i momenti di gioia sono molti di piu' e che avresti detto si alla mia nascita per altre mille volte, con lo stesso amore appassionato ed entusiastico di oggi, di una mamma orgogliosa ed innamorata follemente del suo piccolo bimbo speciale, perchè tu quando la mattina ti rechi al lavoro o quando sei lontana da me per vivere la tua vita di donna realizzata e soddisfatta, hai il cuore colmo dei miei sorrisi teneri ed irresistibili, pieno della mia voglia di vivere e della voglia di assaporare tutto cio' che vorrai farmi conoscere.
La mia vita, quello che sapro' fare, quanto sapro' amare, dipende da te, dalla tua capacità di batterti per fare in modo che le potenzialità del mio corpo e del mio cervello si sviluppino il piu' possibile nell'ambito delle limitazioni che la mia nascita mi ha imposto.
Io sono nato due volte, come dice un noto romanziere, la prima nascita ha cercato di frustare lo sbocciare della mia vita, la seconda nascita, quella che dipende da te, è una sfida meravigliosa , dura, alla scoperta del mio mondo interiore: una pagina bianca che solo tu puoi riempire con quello che ti ispira il tuo amore , la tua fantasia la tua spregiudicatezza di madre nello scegliere il meglio per me, in modo insindacabile per chiunque altro.
Dimmi mamma, vale la pena correre dei rischi, versare lacrime, affrontare una vita piena di peripezie e costellata di qualche dolore, ma anche di tanto amore, per godere di un dono cosi' immenso che solo poche donne sono, a tutt'oggi, disposte a ricevere: l'amore assoluto, senza riserve, di un figlio meno che perfetto, di un bimbo speciale, che tanto somiglia ed anticipa sulla terra l'amore di Dio , quello di cui parla Gesu'?
il tuo Riccardo

 

Si, figlio mio adorato, ne vale la pena, mille volte si, te lo ripeto ogni giorno della mia vita, che tu hai reso bella, unica e speciale.
la tua mamma

19 settembre 2007

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